21,apr, 2010
Posted in advertising, article marketing, GOOGLE, INTERNET, motori di ricerca, persuasive marketing, posizionamento motori di ricerca, promozione motori di ricerca, REALIZZAZIONE SITI WEB
Motori di ricerca e promozione online
Non si può non essere presenti sui motori di ricerca e su social network o portali rilevanti. Non si può non avere un sito web. Non si può non essere connessi a internet. Noi lo sostenevamo in tempi non sospetti (parliamo del 1999) tuttavia oggi abbiamo qualche perplessità.
Perchè adesso tutti vogliono essere presenti su Internet? Serve davvero essere presenti sui motori di ricerca o su Facebook ?
Forse no, se il nostro sito web, la nostra comunicazione non è organizzata. Potrebbe dimostrarsi non positivo come risultato finale lo sforzo di tempo e di denaro per apparire in Rete. Capita spesso di vedere pubblicità su giornali online alquanto evidenti. Cliccando sul sito web collegato al banner pubblicitario spesso succede di imbattersi in siti web datati o non gestiti correttamente. Un disastro. Una perdita di immagine che a nostro avviso è pari a uno tsunami.
L’imprenditore che sta dietro al progetto non ha compreso la strategia di Internet e ben più grave non tiene in considerazione il lato emotivo del primo impatto. Il primo impatto nella comunicazione è l’asso nella manica.
Quindi: sì ai motori di ricerca, sì al pay per click, sì a tutte le soluzioni di promozione online ma attenzione a far sì che il risultato finale (il sito web) sia attraente e sopratutto: FUNZIONANTE.
motori di ricerca e promozione online
25,gen, 2010
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Per quanto concerne i motori di ricerca e la promozione online, gli argomenti di ricerca relativi al segmento “prestiti, finanziamenti e mutui” hanno generato in questi anni su Google e non solo, migliaia di campagne pubblicitarie sia per quanto concerne l’ambito del posizionamento naturale sia per quanto concerne l’ambito del posizionamento sponsorizzato con pay per click.
Campagne pubblicitarie mirate essenzialmente a servizi finanziari come:
prestiti personali, prestiti dipendenti, prestiti pensionati, prestiti inpdap, piccoli prestiti
Inizialmente, operatori commerciali come prestitionline.it, mutuionline.it e la maggioranza di banche e intermediari creditizi di rilievo a livello nazionale, hanno goduto di una sorta di corsia preferenziale per via della storicità e del peso in termini di contenuti. Si sono aggiunti successivamente centinaia e poi migliaia di siti web più o meno conformi alle linee guida dei motori di ricerca rivoluzionando più di una volta l’indice di Google & Co.
Per quanto concerne il posizionamento sponsorizzato il costo del singolo click ha visto schizzare verso l’alto le quotazioni rendendo sempre più gravosa la presenza degli operatori commerciali per attestarsi nelle posizioni più alte e redditizie in termini di qualità dell’indice dei contenuti sponsorizzati. Non è in alcun modo possibile sulla maggioranza delle parole chiave competitive del segmento (prestiti, finanziamenti, mutui) essere presenti nelle posizioni più alte di classifica con una spesa inferiore ai 4 euro per click. (Indichiamo un valore in euro, teorico… avremmo potuto anche scrivere con una spesa inferiore a 10 euro per click). In linea di massima il costo può aggirarsi intorno a una spesa per click di Euro 20,00, iva esclusa ovviamente. Ricordate infatti che è tassativo pagare l’Iva per gli investimenti pubblicitari su Google Adwords. A nostro avviso dovrebbe essere Iva inclusa e dovrebbe essere un costo sostenuto da Google, al quale dovrebbe essere vietato di operare sul territorio italiano, qualora non vi sia un adeguamento. Questa condizione crea di fatto a nostro avviso “concorrenza sleale” rispetto a qualsiasi altro operatore presente nel settore della pubblicità, online o offline che sia.
A prescindere da queste considerazioni che ci auguriamo siano prese in considerazione dalle autorità competenti, quando si fa un gran parlare di come uscire dalla “crisi”, il segmento che investe a diverso titolo l’istituto di credito e le realtà locali dei servizi finanziari erogati a privati (prestiti dipendenti, prestiti pensionati) online sia su Google che altri motori di ricerca, così come su siti generalisti, ha aumentato gli investimenti tagliando sugli investimenti tradizionali (giornali, radio, tivù, cinema etc…)
Ovviamente, nonostante il valore del click relativo all’annuncio sponsorizzato, la formula pubblicitaria online, sia che si tratti di una campagna SEO che di una campagna advertising stile Google Adwords, ha costi inferiori rispetto ai mezzi tradizionali, non tanto per un fattore di spesa ma sopratutto per un fattore ben più importante: resa dell’investimento. Conversione ROI dell’investimento.
13,gen, 2010
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Pay per click Google. Prima gli inserzionisti e poi i buoni risultati.
Google nasce come motore di ricerca. Rivoluziona il search engine marketing offrendo effettivamente una ventata di novità a livello interpretativo della Rete. Propone una revisione di servizi storici come : email, statistiche, gestione sito web, creazione mini siti e altro ancora. Tutti applaudono a Google e poi la multinazionale inizia ad acquistare importanza e fette di mercato, fino a diventare leader incontrastato del mercato advertising online e non solo.
A questo punto Google non è più l’immagine dell’innovazione ma una slotmachine che vince sempre. Con l’introduzione del programma Google Adwords investe la Rete non solo quindi le proprie pagine di ricerca (utilizzando il piano Google Adsense rivolto a publishers) con i suoi annunci online. Pratici ma non economici.
Oggi, pay per click è sinonimo nella maggior parte dei casi di Google Adwords. Ci sono addirittura i professionisti qualificati di Google Adwords. Pazzesco. Noi ci siamo tenuti lontani da essere così importanti e qualificati. Sopratutto, da quando abbiamo compreso che a Google non interessa la qualità del servizio offerto online. Giustamente, è interessato ai pay per click. Anche di quelle aziende o pseudo tali che nascono e muoiono dall’oggi al domani. Non è corretto, questo è il nostro punto di vista. Ci piacerebbe che Google invece di preoccuparsi soltanto di macinare denaro (cosa che è giusto che faccia ed è sacrosanto che continui a fare come impresa commerciale) si occupi sempre più di premiare i siti web che seguono le linee guida per il posizionamento naturale sul suo indice. Invece, non è sempre così.
11,gen, 2010
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Google Adsense
Fare denaro con Google Adsense. Programmi per guadagnare online. Usando gli utenti, ovviamente.
Fare denaro con la Rete, a volte, è semplice. Non sempre, badate bene, nemmeno rapido. Ma può essere semplice quando il meccanismo è ben organizzato e oliato. Ovviamente, nel caso di un blog o di una rete di siti web, o di un portale per ottenere profitti bisogna sempre tenere presenti i costi di esercizio e le tanto amatissime tasse. Sul capitolo tasse dedicheremo prossimamente una sezione.
La Rete, gli utenti, la pubblicità, gli inserzionisti.
Google Adsense è il programma pubblicitario di Google. Nasce per dare su Google lo spazio agli inserzionisti interessati a promuovere la propria attività online. A caro prezzo purtroppo. A caro prezzo perché non è gestibile e non ci sono regole, se non quelle di Google. Puoi capire che regole. Eh. eh. Comunque, il programma si chiama Adwords (quello che gestisce le campagne pubblicitarie per gli inserzionisti) e il programma Google Adsense si occupa di gestire il programma pubblicitario per publishers. Mediamente, i publishers guadagnano pochi euro o poche centinaia di euro. Alcuni migliaia. Pochi milioni.
E’ un programma valido? Sì. Validissimo. Ci sono alternative? Sì, diverse. In un prossimo post parleremo dei concorrenti di Google Adsense.
Voi avete mai utilizzato Google Adsense? Siete stati bannati dal programma? Trovate spocchiosi quelli di Google?