Il mondo di internet e i suoi derivati aiuta a far crescere l’economia italiana e il mercato delle Pmi che hanno puntato su e-Commerce e Web. Un mercato in crescita che genera il 2% del PIL nazionale destinato a raddoppiare nel 2015 (Rapporto BCG per Google). Secondo il rapporto “Fattore Internet: Come Internet sta trasformando l’economia italiana”, il Web italiano vale il 2% del prodotto interno lordo nazionale (PIL), pari a 31,6 miliardi di euro. Di tutto il giro d’affari, un terzo è prodotto dalle aziende ma la fetta maggiore da segmento consumer, di cui il 65% per acquisto di prodotti, contenuti online e soprattutto servizi (Turismo, IT, Elettronica di Consumo, Assicurazioni e Abbigliamento).
Si può ben comprendere i numerosi vantaggi che ne sono derivati per le Pmi che hanno scommesso sull’e-commerce e sul web marketing: i fatturati sono cresciuti in media del +1,2% negli ultimi 3 anni. Meno buoni i risultati per le Pmi limitatesi al sito “vetrina” (senza funzionalità aggiuntive): -2,4% di fatturato. Peggio per chi è rimasto “off-line”: -4,5%. L’incidenza delle vendite internazionali per le aziende attive nella Web Economy è del 15%, mentre per le altre due tipologie le percentuali scendono rispettivamente al 7,7% e al 4,1%.
Cresce il pubblico al quale le imprese si possono rivolgere, il popolo di Internet conta oggi 28 milioni di utenti che navigano almeno una volta al mese (+16%) e quasi 6 milioni che navigano tra le 9 e le 24 e occupano in media 1 ora e 35 minuti al giorno in Rete con particolare attenzione ai social network.Sempre più utenti, inoltre, sfruttano le nuove tecnologie per rimanere sempre connessi, confermando il successo di smartphone otablet, posseduti da circa 15 milioni di persone delle quali 10 milioni li usa per accedere ad Internet e 450mila lo fa per effettuare acquisti.I siti italiani, quelli con il suffisso “.it” sono oltre 2 milioni, un dato che ci colloca però al penultimo posto fra i Paesi più sviluppati per “Indice di intensità Internet”, a testimoniare ancora una volta il problema della diffusione della banda larga in Italia che compromette un più ampio ricorso a spese per acquisti, pubblicità online e livello di attività per imprese, istituzioni e singoli internauti.