Pay per click Google. Prima gli inserzionisti e poi i buoni risultati.
Google nasce come motore di ricerca. Rivoluziona il search engine marketing offrendo effettivamente una ventata di novità a livello interpretativo della Rete. Propone una revisione di servizi storici come : email, statistiche, gestione sito web, creazione mini siti e altro ancora. Tutti applaudono a Google e poi la multinazionale inizia ad acquistare importanza e fette di mercato, fino a diventare leader incontrastato del mercato advertising online e non solo.
A questo punto Google non è più l’immagine dell’innovazione ma una slotmachine che vince sempre. Con l’introduzione del programma Google Adwords investe la Rete non solo quindi le proprie pagine di ricerca (utilizzando il piano Google Adsense rivolto a publishers) con i suoi annunci online. Pratici ma non economici.
Oggi, pay per click è sinonimo nella maggior parte dei casi di Google Adwords. Ci sono addirittura i professionisti qualificati di Google Adwords. Pazzesco. Noi ci siamo tenuti lontani da essere così importanti e qualificati. Sopratutto, da quando abbiamo compreso che a Google non interessa la qualità del servizio offerto online. Giustamente, è interessato ai pay per click. Anche di quelle aziende o pseudo tali che nascono e muoiono dall’oggi al domani. Non è corretto, questo è il nostro punto di vista. Ci piacerebbe che Google invece di preoccuparsi soltanto di macinare denaro (cosa che è giusto che faccia ed è sacrosanto che continui a fare come impresa commerciale) si occupi sempre più di premiare i siti web che seguono le linee guida per il posizionamento naturale sul suo indice. Invece, non è sempre così.