Riprendiamo da IlSole24ore.it un’estratto interessante relativo alla questione “Google” e correttezza informazioni che si ricollega a nostro avviso a quello che dicevamo nel post relativo a Google Dance e indice del posizionamento. Nell’articolo si parla di informazione, Web 2.0 e critica all’appiattimento del pensiero e della discussione. Noi invece siamo più concentrati sulla veridicità dei risultati restituiti da Google nel posizionamento naturale.
“La rete è e resterà il nostro futuro. I nostri figli ragioneranno sulla rete. L’informazione dell’opinione pubblica critica passerà sempre più dalla carta alla rete. Dunque non dobbiamo – come ci ammonisce Jaron Lanier – permettere ai teppisti di inquinarla con le loro farneticazioni e garantirne l’informazione, la cultura e l’eccellenza contro l’omogeneizzazione e il qualunquismo.
Google come aggregatore industriale di sapere, Wikipedia come aggregatore volontario di sapere, un’azienda strepitosa e un gruppo sterminato di volontari, non possono continuare a mischiare diamanti e cocci di bottiglia. Chi segue il dibattito su Wikipedia – vedi il Financial Times del 2 gennaio con l’inchiesta di Richard Waters – sa quanto questo riequilibrio sia importante: «È ormai duro controllare la qualità su Wikipedia, e interessi occulti possono fare correzioni con facilità, secondo il loro punto di vista. Andrew Lih dell’University of Southern California ci mette in guardia nel suo saggio «The Wikipedia Revolution»: «Il mio terrore è che poco a poco la verità goccioli tutta via, senza che nessuno se ne accorga»”
Estratto dal link: il Declino del Web di Gianni Riotta Il Sole 24 ore 12/01/2010











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