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Google Analytics

gennaio 21st, 2010

Google Analytics e le statistiche del sito web

Abbiamo ricevuto molti pareri sfavorevoli all’utilizzo di Google Analytics. Noi lo utilizziamo oltre ad altri software per la visualizzazione del traffico web. I pareri sfavorevoli che abbiamo raccolto negli anni in merito all’utilizzo di Google Analytics ci hanno spesso fatto riflettere. Sopratutto su Google. L’immagine che Google “tenta” di dare di sè è questa in parole semplici: “noi siamo brave persone e ci piacciono le cose giuste”.

Balle. Qui non stiamo parlando di buoni sentimenti. Qui stiamo parlando di persuasive marketing. Google è bianco. Guarda caso. Candido. Anche Voltaire era “Candido”.

Google presta i suoi prodotti. Google Analytics ad esempio. Li presta e noi come utenti gli prestiamo il sito web. Idem per soluzioni come Google AdSense. Google ti corrisponde tot e in cambio noleggia a prezzo variabile il tuo traffico, che potrebbe anche valere molto, molto di più.

Google dice alla Cina che certe cose non si fanno. E la Cina gli risponde : attento.

Uhm. A noi queste considerazioni anche banali ci fanno riflettere. E’ giusto riporre tutta questa attenzione a Google? Non sarebbe più produttivo prendere in considerazione altri fattori, ad esempio, per la promozione online?

Si parla tanto di promozione online, che in parte significa anche posizionamento motori di ricerca e posizionamento motori di ricerca significa anche, ahinoi, posizionamento sito su google.

Posizionamento sito su Google? Come se Yahoo e Bing (ex Msn) non esistessero. Talvolta abbiamo notato percentuali di traffico maggiori provenienti da Bing piuttosto che da Google. Anche chiamare Google “La Grande G” è un altra di quelle sensazioni di controllo piuttosto che libertà. Soprassediamo.

Dicevamo del posizionamento sui motori di ricerca e della promozione online. Le torte di Google Analytics propongono generalmente tre fonti di traffico: motori di ricerca, traffico diretto e referrers. I motori di ricerca hanno il loro elenco, i referrers idem mentre il traffico diretto è: http://www.ilnomedeltuosito.ext

Google Analytics presenta anche la lista delle parole chiave, che generalmente non coincide mai con altri analizzatori di traffico. Idem comunque sia per la famosa torta.

Dicevamo in apertura che abbiamo raccolto pareri sfavorevoli. Molti continuano ad utilizzare le statistiche del server, così come molti utilizzano excel piuttosto che un software gestionale per la contabilità o il magazzino. Questione di abitudine o di disponibilità. A nostro avviso più di abitudine e cultura piuttosto che di denaro da investire.

Google Analytics a nostro avviso è un buon prodotto per avere una rapida panoramica d’insieme di quello che sta accadendo al traffico del nostro sito web e a quali sono per sommi capi i punti focali della navigazione dal e sul nostro sito. Ciononostante, nutriamo alcuni dubbi sulla capacità di leggere con chiarezza i dati nel dettaglio. Google si sforza di rendere le sue applicazioni semplici e rapide. In effetti in linea di massima non si obiettare sul fatto che Google cerchi di rendere le sue applicazioni semplici e rapide, e che nella maggioranza dei casi ottenga proprio il risultato desiderato. Ma la migliore proposta è quella di Google? Possibile che nessun altro riesca a dare un prodotto simile o superiore? Siamo condannati a dover avere Google come Skynet? Oppure come capita di frequente in altri settori (vedi gli smartphone) c’è della sana competizione (anche se qualcuno preferisce le aule dei tribunali e diatribe sui brevetti) e anche i consumatori hanno la possibilità di scegliere tra operatori differenti? Non si fraintenda il nostro post. Google è davvero stata capace di portare il Web dov’è oggi. Non si può certo dare il merito a Yahoo o Microsoft. Tuttavia, anche i buoni propositi e le buone maniere possono nascondere qualcos’altro. Chi ha orecchie per intendere, intenda. Come si dice. :) Voi cosa ne pensate?

Cina e internet

gennaio 14th, 2010

Cina e Internet.

Il caso di “filtri e censura preventiva” sollevato da Google in Cina è un classico esempio di scontro tra estrema tolleranza(la nostra società) e maggior sorveglianza (la società cinese). A leggere la risposta del governo cinese vien da pensare che forse hanno ragione i cinesi. La risposta in merito ai filtri e alla censura è: così blocchiamo la pornografia. Questo dovrebbe piacere anche ai fanatici dell’Islam non moderato. Anche L’Islam fondamentalista combatte la pornografia. Tuttavia, hackers iraniani proprio nei giorni scorsi hanno preso di mira Baidu.com il maggior motore di ricerca cinese.

Uhm. Difficile davvero discernere la politica dagli interessi economici, e le buone intenzioni dalla censura preventiva.

Per quanto concerne Internet, di sicuro, questo esempio di contrapposizione, occidente oriente, Usa Cina, censura non censura, è un bel dilemma nonché dibattito. Ci si può schierare da una parte o dall’altra per ideologia, costume e interessi.

Dal punto di vista degli affari, sicuramente, Google, qualora decidesse di abbandonare la Cina, a nostro avviso, un errore dal punto di vista finanziario ma correttissimo sotto il profilo del “noi siamo buoni e giusti e i metodi del governo cinese non ci piacciono perché non sono corretti”, vincerà una battaglia ma perderà una guerra, perché Yahoo e Microsoft non si sono schierati. E poi resta il fatto che il principale motore di ricerca cinese resta Baidu. Non l’aveva acquistato Yahoo qualche anno fa?

C’è soltanto una questione di censura dietro il ruggito di Mountain View? Stiamo a vedere. Sempre che la censura non ci nasconda la verità.

Sul versante fare posizionamento sui motori di ricerca in Cina, restiamo convinti che un’Azienda interessata a fare profitti sul mercato cinese utilizzando i motori di ricerca debba dotarsi in primis di una versione in lingua cinese ed effettuare operazioni di SEO sia in lingua cinese che in lingua inglese.

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